"Tempo d’estate
Vino! I polmoni abbevera: però che l’altro volgesi e sotto alla canicola tutto nell' afa bruciasi; le cicale cantano di tra le foglie e spandono di sotto l’ali un fervido canto, che che dir vogliamo ai raggi che le schiacciano piombando a perpendicolo. E il cardo è in fior: le femmine sono a l’amor più facili ora; ma fiacchi gli uomini, ché il capo offende Sirio e le ginocchia."
Creato da d'Araprì