"Ricordo di un certo don Bissago, parroco d'un paesetto del Lago Maggiore, che essendo debole di stomaco e soggetto a forte acidità gastrica, portava alle labbra, solo spumante, tanto a tavola che all'altare. Spumante italiano, s'intende, per non mancare di rispetto al sacramento con l'uso di spumanti stranieri il cui nome solo evoca l'orgia, lo spreco e ogni genere di follie."
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