"Il vino maroneo che ubriacò Polifemo
... e con dodici scelti tra quelli più intrepidi, andai; e portavo con me un otre di pelle caprina, pieno di vino nero, soave, un dono di Marone figlio di Evante, ministro di Apollo, il dio protettore di Ismaro; quel dono mi fece perché riverenti noi risparmiammo lui col figliuolo e la moglie: abitava nel bosco sacro di Apollo; e splendidi doni mi fece: sette talenti d'oro purissimo e un cratere tutto d'argento, e mi diede di vino dodici anfore, vino dolcissimo, puro, bevanda celeste. Nessuno dei servi né delle ancelle sapeva che c'era quel vino, ma lui solamente e la sposa e la donna preposta a curar la dispensa. Quando quel vino bevevano rosso, melato, versavano d'acqua venti misure per coppa, e un profumo veniva su dal cratere, divino; astenersene, certo, non era piacevole. ...
"Odissea", libro IX"

Omero

Cantore - Poeta • Grecia • VIII secolo a.C.

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