"MATHNAWI Se in questa raccolta di poesie vedrai/ taverne, osti e ubriachi,/ idoli e zunnar, croci e rosari,/ cristiani, zoroastriani, pagani, brocche e conventi,/ vino e bei fanciulli, candele e ginecei,/ melodie di liuto e canti d’ubriachi,/ liquori e osterie, e gli sfaccendati delle bettole,/ compagni, coppieri, tavole da gioco e fervide preghiere,/ il dolce suono dell’organo e del flauto il lamento,/ il sabuh e le assemblee e coppe di vino una dopo l’altra,/ otri e calici, e le giare del venditor di vino,/ e fare a gara nel trangugiar liquori,/ correre dalla moschea alla taverna/ e in quel luogo rilassarsi un po’,/ per un bicchier dar in pegno se stessi/ al vino il corpo, e l’anima affidare,/ rose, roseti, cipressi, giardini e tulipani,/ e il racconto della rugiada dell’aurora;/ peluria, nei, snelle figure e sopracciglia,/ guance, visi, gote e lunghe trecce,/ labbra, denti e occhi ebbri e seducenti,/ teste e piedi, cintole e polsi e mani.../ Bada a non imbarazzarti per tutto ciò,/ ma fatti coraggio e scovane il significato:/ non t’impigliare nell’aspetto delle espressioni/ se sei tra coloro che san capire quel che indicano!/ Purifica il tuo sguardo se vuoi veder la purezza,/ va via dalla buccia se vuoi vedere il nocciolo:/ se non distogli lo sguardo dagli aspetti esteriori/ come potrai diventare un conoscitore di misteri?/ Poiché ciascuna di queste parole ha un’anima/ e sotto ognuna di esse v’è un mondo…/ Tu cerca l’anima loro e passa via dal corpo,/ lascia perdere il nome e ricerca il nominato:/ non tralasciare alcun dettaglio,/ finché diverrai compagno a Verità."
Creato da d'Araprì