"IL DOLCE VINO Mesci dentro la tazza, o Melanippo, il vino:/ mesci e beviamo: pensi, dopo il guado nerigno/ del vorticoso Stige e della fonda gora,/ pensi raggiante lume di rivedere ancora?/ Sisifo che lo scettro aveva e molte molte/ esperienze, credeva di sfuggire alla morte:/ non lo salvò l'astuzia e il destino lo torse:/ lo Stige vorticoso egli solcò due volte./ Una tremenda pena lo affatica e lo muove,/ sotto la negra terra: la condanna di Giove./ Ma non pensiamo ai morti, quando la vita è fiore:/ Giove manda le pene che ci rodono il cuore;/ e fuori impazza un vento del Nord, giovane Iddio:/ beviamo il dolce vino, Melanippo, e l'oblio…"
Creato da d'Araprì